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LA 'SPREMUTA DI GIORNALI' DI GIORGIO DELL'ARTI - N. 8

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"ANTEPRIMA" - STAMATTINA Martedi 13 febbraio 2018

(www.enopress.it). Continua la rassegna quotidiana della stampa di Giorgio Dell'Arti - Enopress ne pubblica un estratto  • Oggi il clamoroo patimonio di una star • Per abbonarsi ad Anteprima bisogna andare sul sito anteprima.news e seguire le istruzioni.

Clamoroso

Patrimonio di Michelle Hunziker (41 anni), con suo marito Tomaso Trussardi (35): 200-300 milioni di franchi. Si tratta di 50 milioni in più rispetto al 2016. Hunziker-Trussardi, due figli, sono fra i trecento più ricchi di Svizzera. I 300 più ricchi di Svizzera valgono, tutti insieme, quasi 600 miliardi [i magazine Bilan, di Ginevra, e Bilanz, di Zurigo-Berna].

0.rassegna stampa

Prima pagina

• Mike Pence, vicepresidente Usa, in un colloquio sull'Air Force Two, dice al Washington Post che «se i nordcoreani vogliono parlarci, noi parleremo». È un cambio radicale di atteggiamento nei confronti del dittatore Kim: durante la cerimonia d'inaugurazione, Pence si era rifiutato di alzarsi al passaggio della rappresentativa mista delle due Coree e aveva disertato platealmente la cena di gala.

• In Lombardia, un sondaggio Ipsos accredita il leghista Fontana del 41% dei voti, il piddino Giorgio Gori segue col 36, il grillino Violi è terzo col 15, il candidato di LeU, Onorio Rosati, ultimo col 4% [CdS].
L'esito favorevole delle aste di ieri (bot e cct richiesti per 9,6 miliardi contro un'offerta di 6,5) e il basso livello dello spread, a quota 128 - in linea con i minimi -, fanno pensare che i mercati siano diventati ottimisti sulle elezioni italiane. Chiara Cremonesi, strategist sul reddito fisso di UniCredit: «Questi livelli incorporano una probabilità molto elevata di un esito del voto favorevole al mercato, ovvero una coalizione allargata ai principali partiti pro-Europa, e una possibilità invece ridotta di uno scenario negativo». Di opinione opposta il fondo americano Bridgewater, che la scorsa settimana ha venduto titoli europei per 16 miliardi, e di questi 3,3 erano titoli italiani (tra cui soprattutto Eni, Enel e Intesa) [Cellino, Sole].

• Il questore di Macerata, Vincenzo Vuono, nominato da appena tre mesi, è stato rimosso e sostituito col dirigente di polizia Antonio Pignataro. Tra l'altro, è il rimprovero dei suoi superiori, Vuono non ha impedito il corteo di CasaPound.
Per l'assassinio di Pamela Mastropasqua è stato interrogato, ma non fermato, un quarto nigeriano.

• La Commissione europea è intervenuta sulla vicenda della piattaforma Eni Saipem 12000 bloccata al largo di Cipro dalla marina militare turca (al costo per l'Eni di 600 mila euro al giorno). «La Turchia deve evitare ogni frizione che possa minacciare - o anche azioni dirette contro - uno Stato membro della Ue». Presa di posizione anche del presidente Ue Tusk, con una telefonata piuttosrto dura al capo di stato cipriota Anastasiades [Dominelli e Marroni, Sole].

• Una decina di parlamentari del M5s, che nel 2013 avevano sottoscritto - come tutti gli altri - l'impegno a tenere solo metà dell’indennità di base, quindi cinquemila euro lordi, a non incassare l’assegno di fine mandato e a rendicontare il resto delle spese in modo da contenerle al massimo (mediamente sugli 8.400 euro al mese), non hanno mantenuto la promessa, sicché s'è scoperto adesso, anche grazie a un servizio delle Iene, un buco nei versamenti di un milione e 400 mila euro almeno. In tutta la legislatura i parlamentari a cinque stelle hanno rinunciato, versandoli al ministero dello Sviluppo economico perché li adoperasse per finanziare piccole imprese, a 23 milioni di euro. Di Maio promette: butteremo fuori le mele marce. Per ora i colpevoli sicuri sono due: Carlo Martelli e Andrea Cecconi. Forti sospetti su Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella. Ma la lista dei furbetti è ancora tutta da scrivere.
Folla per il comizio di Di Maio a Torre del Greco. È presente anche suo padre, Antonio, imprenditore edile. «Assediato dagli amici. Spiega di non essere mai stato democristiano, da sempre è un uomo di destra: “A diciotto anni stavo con Giorgio Almirante. Poi con Gianfranco Fini. Quindi con il Popolo della libertà”. Poi, per un po’, ha smesso di votare. Trova nel Movimento 5 Stelle, racconta, i valori della vecchia destra: “La famiglia. Lo Stato, anche se noi preferivamo usare la parola nazione. La religione”» [Stella, CdS].

Famiglie
La percentuale di società italiane quotate in Borsa e possedute da famiglie è salita dal 61 al 64%, restando però ferma la capitalizzazione totale al 33%. Tutto sarebbe diventato più facile grazie ai cosiddetti Spac Special purpose acquisition vehicle (società vuote ma quotate, si comprano e si finisce nel listino).
«Il peso maggiore in termini di valore borsistico arriva ancora da gruppi storici, non certo nuovi alla Borsa, come Fca, Luxottica, e Atlantia-Autogrill, controllate dalle famiglie Agnelli-Elkann, Del Vecchio e Benetton. Ma in Borsa sono approdati negli ultimi anni, proprio grazie alle Spac, aziende come Fila, il famoso produttore di matite e prodotti affini controllato dalla famiglia Candela, e il gruppo ligure Orsero, colosso della frutta posseduto dall’omonima famiglia. Sempre grazie alle Spac si è quotata Lu-Ve Group, il cui controllo è detenuto dalla famiglia Liberali. E ancora le famiglie potrebbero essere i punti di riferimento di alcune prossime quotazione sull’Mta di Borsa Italiana: sono infatti attese le Ipo della pasta De Cecco, posseduto dalla omonima famiglia abruzzese, come pure quella dei telai Itema, colosso del tessile posseduto dalla famiglia bergamasca Radici» [Criscione e Festa, Sole].

Buste paga
Classifica dei dieci italiani più ricchi di Svizzera, sempre secondo Bilan e Bilanz. Famiglia Bertarelli (farmaceutico, settimo posto nella classifica assoluta) 13-14 miliardi (+10-12 rispetto al 2012). Famiglia Aponte (Msc Crociere) 9-10 miliardi (+80%). Famiglia Perfetti (chewing gum Brooklin) 6-7 miliardi (+20%). Famiglia Zegna (lana, ecc.) 2-3 miliardi (stabile). Famiglia Agnelli de Pahlen (Margherita, figlia di Gianni e madre di John e Lapo) 1,5-2 miliardi (stabile). Famiglia Malacalza (finanza), Andrea Bonomi (finanza), famiglia Fossati (dado Star), tutti stabili a 1,5-2 miliardi, Loro Piana (abbigliamento) 1-1,5 miliardi, Giuseppe Zocco (venture capital) 1-1,2 miliardi. Più in basso Carlo De Benedetti, intorno ai 500-600 milioni (ha perso un terzo del capitale sul 2012) e Sergio Marchionne, 600-700 milioni, che per ragioni fiscali s'è trasferito da Walchwil a Schindellegi pur di mantenere la tassazione forfettaria [Parietti, Giornale].

Malacalza
I Malacalza, «un patriarca, due figli, quattro nipoti», «liquidità enorme e luci della ribalta a “zero virgola”», oggi primo socio della Cassa di risparmio di Genova (Banca Carige). Il patriarca Vittorio, 80 anni, i figli Davide (52) e Mattia (50). In Carige hanno messo un miliardo, per ora perdono 200 milioni. Però si sono diluiti con l'ultimo aumento di capitale: versando 112,6 milioni hanno ridotto il valore di carico delle azioni da 1,8 a 0,033 euro. Storia che comincia nel 1960, quando Vittorio e sua moglie Carmelina («Melina») si trasferiscono da Bobbio nel piacentino a Genova. Vittorio lavora per vent'anni nell'edilizia, poi nel 1980 costruisce a San Desiderio, sulle alture alle spalle di Genova, un piccolo stabilimento che fabbrica valvole oleopneumatiche. È lo stesso complesso industriale che oggi fornisce al Cern di Ginevra un filo conduttivo. Investe anche in Duferco e si dà al trading dell'acciaio. Nel 1995 pianta Duferco ed entra insieme ai figli nelle acciaierie Trametal e Spartan Uk, la prima a San Giorgio di Nogaro (Udine) e la seconda a Newcastle (Regno Unito). «Nel 2001 è il turno della divisione Magneti di Ansaldo, ribattezzata Asg Superconductors, che fornirà - per esempio - i magneti per il tunnel Lhc (l'acceleratore di particelle) del Cern. Intanto Trametal e Spartan salgono al 5% del mercato dell'acciaio al carbonio per lamiere da treno, finché nel 2008 arriva il grande realizzo dei Malacalza: le aziende, adesso di proprietà delle holding di Davide (che vive a Genova come il padre) e di Mattia, da tempo in Svizzera, sono vendute al colosso ucraino Metinvest del Paperone Rinat Achmetov per una cifra - mai ufficialmente confermata - che supera 1,2 miliardi di euro». Seguono la joint-venture con i cinesi di Baosteel e l'investimento in Pirelli (Gpi e Camfin) che renderà altri 300 milioni. La scalata di Carige comincia nel marzo 2015 attraverso la Malacalza Investimenti, che adesso controlla il 20,6% della banca [Stringa, Corriere Economia].

Marinelli
Luca Marinelli, scelto per interpretare Fabrizio De André «perché si sentiva inadeguato» (stasera e domani su Rai1, Fabrizio De André principe libero, regia di Luca Facchini) [Sta].

De Andrè
«Ero corsa a raccogliere un’intervista con Fabrizio De Andrè, da unire poi alla recensione del concerto. Lui e Dori mi accolsero con la consueta simpatia, su una roulotte a bordo palco. Il dialogo, feci caso, veniva sottolineato dall’assunzione del suo whisky preferito in piccole ma implacabili dosi. Si fece notte che la bottiglia era vuota, e lui disse: “Ma lo sai che intanto, cosa credi, magari quando esco dalla roulotte io sul palco non ci salgo proprio e vado a casa?”. “Se continui a bere, per forza”, gli risposi. Si alzò di scatto, senza più parlare, senza salutarmi. Scese e lo rividi sul palco in un concerto magnifico» [Venegoni, Sta].

Clausole
Il Sole sulle cosiddette «clausole di salvaguardia», di cui nessun partito si occupa: «Dal 1° gennaio 2019 l’aliquota intermedia dell’Iva passerà dal 10 al 12%, e al 13% dal 2020, mentre l’aliquota ordinaria passerà nel 2019 dal 22 al 24,2% e al 24,9% nel 2020, anno in cui scatterà anche l’aumento delle accise sui carburanti per 300 milioni. Totale: 12,4 miliardi di maggiori tasse nel 2019, e 19,1 miliardi dal 2020». Questi aumenti dipendono dal fatto che le finanziarie degli anni passati hanno messo nel conto spese non sostenibili giustificate nei confronti dell'Europa con una specie di assicurazione: se non troveremo i denari, aumenteremo l'Iva o il prezzo della benzina. Sono queste le cosiddette «clausole di salvaguardia», che scatteranno nei prossimi due anni se il prossimo governo non troverà delle coperture alternative. «Alla luce di queste cifre, lo scenario più realistico è che i piani di riduzione delle tasse (sbandierati in questa campagna elettorale . ndr) andranno quanto meno rinviati al 2021».

   

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