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ENOPRESS TASTINGS N° 15 SETTEMBRE 2017

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ENOPRESS  TASTINGS

 N° 15  Settembre 2017 a cura di Mauro Maccario

                                                                                                                                    

 
 

CANTINE VOLPI E I COLLI TORTONESI 

 

Fondata a Tortona, in provincia di Alessandria nel lontano 1914, Cantine Volpi, oggi, rappresenta una realtà di primo piano nel panorama vinicolo nazionale.

Con il succedersi delle generazioni, l'azienda ha saputo costruirsi, passo dopo passo, un ruolo determinante nel proprio territorio ed un'immagine di elevata qualità dei propri vini, sia sul mercato italiano, che sul mercato estero. Attualmente Cantine Volpi ha tre sedi, di cui una a Tortona, e una a Viguzzolo. Nel 2004 è stata anche acquistata La Zerba, azienda agricola con 7 ettari di vigneti, in cui vengono prodotti il Timorasso premiato recentemente con la medaglia d'oro del Gilbert & Gaillard e quella d'argento del Frankfurt International Trophy, ma anche ottimi Barbera e Dolcetto.

 

0.Volpi Vigneti

 

La cantina di Viguzzolo nacque nel 1957, con una capienza da 10 mila ettolitri, per la vinificazione delle uve dei colli tortonesi (Cortese, Barbera e Dolcetto.) Nel 1962 fu costruita l’attuale cantina di Tortona, su 15 mila metri quadrati, e con una capacità di lavorazione di 30 mila ettolitri.

Qui si producono i vini frizzanti, gli spumanti dolci e si affinano i rossi nelle grandi botti di rovere francese o nelle barrique, dove prendono eleganza e rotondità.

Su quattro milioni di bottiglie vendute l’anno (il che fa delle Cantine Volpi una delle aziende vitivinicole più grandi della provincia di Alessandria), il 90% va all’estero: Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Cina, Russia. E pensare che tutto partì un secolo fa, da un’osteria che vendeva vino sfuso.

 

0.Volpi Vigneti Zerba

 

Sì perché tutto è cominciato nel 1914 per opera della bisnonna del Sig. Volpi, che era una Cairo. Fu lei ad acquistare in centro a Tortona una vecchia osteria "Il Cappel Verde" in cui si vendeva il vino al bicchiere, o in bottiglia. E, insieme ai figli Secondo e Giuseppe, acquistò una seconda osteria nel 1920. E già allora si cominciava a parlare di vinaia, e di torchio. Insomma, cominciava l’attività di vinificazione, in cui poi la famiglia Volpi si è cimentata per tutto il Novecento.

 

Solida di tradizioni, solida di innovazioni, la famiglia Volpi, con altri due intuitivi vignaioli (come Antinori e Gaja), è stata pioniera nella produzione di vino novello nel 1978.

Oggi quello di Carlo Volpi è un nome conosciuto in tutto il mondo e non solo per il novello, ma soprattutto per i vini legati al territorio tortonese, Timorasso, Cortese, Barbera e Dolcetto che Enopress ha avuto il piacere di assaggiare.

 

0.Volpi barbera supewriore Zerba

 

COLLI TORTONESI DOC BARBERA SUPERIORE "CASCINA LA ZERBA" 2015

È un’interpretazione eccellente di un vitigno perlopiù utilizzato per ricavare vini giovani e scorrevoli, che in questo caso ha dato invece origine a un sorso tutto da scoprire, affascinante e intrigante. Rosso rubino intenso all’occhio. Complesso e articolato il bouquet olfattivo, costituito da sentori che richiamano la fragola, l’amarena sottospirito, poi seguiti da ricordi di cioccolato fondente e radici di china. Il palato è fresco, di buon corpo ed equilibrato, ha bella polpa, tannini presenti ma fini, sapidità e buona persistenza.

 

0.Volpi timorasso

 

COLLI TORTONESI DOC TIMORASSO "CASCINA LA ZERBA" 2015

Il Timorasso, vite autoctona del sud del Piemonte, era praticamente estinto a causa della preferenza per vitigni meno impegnativi dal punto di vista agronomico. A partire dagli anni Ottanta del Novecento però, grazie all’iniziativa di Walter Massa, è cominciato un movimento di recupero e sperimentazione, che ha portato non solo alla realizzazione di vini bianchi unici nel panorama italiano per corpo e longevità, ma anche ad una rivitalizzazione del territorio Tortonese, dandogli visibilità e fiducia nelle proprie potenzialità.

A dieci anni dalla stesura del disciplinare di produzione, con soli 50 ettari vitati, e 400.000 bottiglie annue, il Timorasso inizia a essere conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero come vino d’eccellenza come questo Timorasso delle Cantine Volpi.

Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Profumo fine ed elegante con sentori di fiori bianchi che nel tempo evolvono in note lievemente affumicate, poi pompelmo, pesca bianca e cedro con sfumature di pietra focaia. In bocca è ricco di corpo, presenta grande polpa che riempie il palato, ma allo stesso tempo molto sapido e minerale. Molto piacevole, bilanciato da un’ottima acidità e dal finale molto lungo e salato.

 

0.COLLI TORTONESI CORTESE FRIZZANTE

 

COLLI TORTONESI DOC CORTESE FRIZZANTE “IL BIANCO” 2015

Il Cortese è la varietà a bacca bianca più coltivata in Piemonte. Diffuso nell’area di Casale Monferrato, nei Colli Tortonesi e a Gavi, esprime al meglio le sue caratteristiche di eleganza, freschezza, sapidità e inaspettata longevità, doti che lo rendono adatto anche alla spumantizzazione. La nobiltà del vitigno è rivelata dal nome: Corteis indicava l’uva pregiata destinata alla corte delle famiglie nobili. Dopo il disastro causato dalla fillossera, il Cortese ha fatto fatica a riprendersi, ma negli ultimi tempi sta – seppur lentamente – procedendo verso il successo.

Questo Cortese Frizzante, antesignano dei successi planetari del Prosecco e del Franciacorta, la cui produzione risale al 1974 arrivando a venderne nel mondo 1 milione di bottiglie, è un vino dai caratteri semplici e gradevoli: il colore è giallo paglierino reso vivo da nitidi riflessi verdognoli e il perlage è fine. Espressione olfattiva ampia, delicata, floreale, con sentori di mela verde e agrumi. Il sapore è di spiccata eleganza, morbido, vivace, con sentori di frutta e buona struttura.

 

Cantine Volpi S.r.l. - Strada Statale 10, n.72 15057 Tortona (AL) - Tel. +39 0131 861072; Fax +39 0131 815748; email:    - www.cantinevolpi.it 

IL TERRITORIO DEI COLLI TORTONESI 

 

Il territorio tortonese è la prima immagine che il Piemonte offre di sé e del suo blasone più prestigioso: quello di terra da vino.

Risalendo da Tortona lungo le principali vie di comunicazione, si viene immersi in un susseguirsi quasi ininterrotto di campi coltivati, vigneti e frutteti che danno l’impressione di essere più la naturale continuazione della Pianura Padana che parte della complessa catena montana del Basso Piemonte, dove le Alpi cedono il passo agli Appennini.

 

0.mappa comuni Colli Tortonesi

 

La vitivinicoltura, che rappresenta una delle voci predominanti dell'economia dei Colli Tortonesi, contribuisce in modo determinante alla tipicità del paesaggio.

Qui, la vite, risulta coltivata sin dall'epoca romana, come testimoniano i ritrovamenti di anfore vinarie riportate alla luce grazie agli scavi effettuati sul territorio tortonese. Un'altra testimonianza ci viene dalle suore di S. Eufemia: pare che nel 1198 disponessero già di un loro torchio.

 

I Tortonesi erano dunque già vignaioli famosi tra il IX e XII secolo ed i vini bianchi tortonesi erano considerati così pregiati nel Medioevo che, persino la Fabbrica del Duomo di Milano si approvvigionava qui, pare nel Volpedese, per il fabbisogno vinario dei suoi bracieri.

Abbandonando Tortona e la pianura, si sale verso la Val Curone, la Val Grue, la Valle Ossona, e tra frutteti lussureggianti, si ammirano le cime più alte della provincia, il Giarolo, l’Ebro, il Chiappo. Sullo sfondo i castelli di Pozzol Groppo e di Brignano Frascata (ancora in ottimo stato di conservazione).

 

0.Paesaggio Colli Tortonesi

 

Per l’escursione magari si può usare la bicicletta, percorrendo quegli stessi pendii che fecero grande Fausto Coppi, nativo di qui, per scoprire questa parte di Piemonte poco conosciuta che, però, sta salendo alla ribalta internazionale in nome di un rustico e magico nome di un vino: il Timorasso.

Ma non solo.

Da qui, già oltre mezzo millennio fa, partivano i tartufi che giungevano sulla tavola milanese di Ludovico il Moro, mentre Leonardo da Vinci sceglieva personalmente un formaggio, il Montebore, per il matrimonio di Isabella d'Aragona.

 

Pochi luoghi in Italia si identificano così tanto con un vitigno come i Colli Tortonesi. Qui il Timorasso è il re incontrastato. Vitigno antico, riscoperto alla fine degli anni’80 grazie alla dedizione di alcuni viticoltori, in primis quel Walter Massa che è diventato l’ambasciatore del Timorasso nel mondo, quest’uva bianca dà vita ad un vino importante, che invecchia bene, di corpo ed elegante. Un vino che ha contribuito a far sbocciare anche itinerari turistici ed enogastronomici tra queste colline alle spalle di Tortona.

 

Questa è anche la terra di un grande artista, Pellizza da Volpedo, autore del celebre quadro “Il quarto Stato”, del quale si può visitare lo studio museo, a Volpedo appunto, e seguire un itinerario tra i vicoli del borgo dove sono state collocate alcune riproduzioni del pittore nei luoghi dove le dipinse.

 

0.quarto stato

 

L’altro grande personaggio italiano di casa, come abbiamo detto, è Fausto Coppi, nato a Castellania. Nel suo paese natale si può visitare la casa di famiglia, un viaggio intimo e riservato nella vita di quello che è stato forse il più grande campione del ciclismo italiano.

A Castellania, la figlia Marina e il nipote di Fausto, Francesco Bellocchio, sono i titolari dell’azienda Vigne Marina Coppi (Via Sant'Andrea 5 - Castellania - www.vignemarinacoppi.it).

 

L’azienda produce bianchi autoctoni da Favorita e Timorasso, rossi soprattutto di Barbera dei Colli Tortonesi affiancata da pochi filari di Freisa e Croatina.

Su tutti Fausto, vino dedicato al nonno per la similitudine tra la potenza, l’eleganza e la personalità del Timorasso e quello che è stato Fausto Coppi; affinato dopo la fermentazione in acciaio per circa 10 mesi sulle fecce con bâtonnage manuale prima di riposare in bottiglia per almeno 9 mesi.

 

www.stradacollitortonesi.com pozzolgroppo castello

 

E poi ancora castelli e paesaggi rustici, così diversi dalla perfezione quasi geometrica delle Langhe, e più simili a quel Basso Monferrato che da qui non dista poi molto. Boschi alternati a colline pettinate da filari di vigna, borghi e torrenti che tagliano il paesaggio come in un dipinto di Pellizza da Volpedo, pievi romaniche e un territorio che, a novembre, esplode grazie ai profumi del tartufo che qui cresce ed è protagonista.

 

 

   

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