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ENOPRESS TASTINGS N° 16 GENNAIO 2018

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ENOPRESS  TASTINGS

 N° 16  Gennaio 2018 a cura di Mauro Maccario

                                                                                                                                    

 
 

 

GIAI VINI: L’ECCELLENZA DELLA PUGLIA JONICA

 

In quella lingua profonda di terra tra due mari dove il cielo si confonde all’orizzonte e il colore predominante del terreno è il rosso acceso, il paesaggio marino lascia senza respiro, il Salento appare in tutta la sua magnificenza. Qui, nell’arco jonico, a metà strada tra Taranto e Manduria, nell’agro di Carosino, è posta l’azienda Giai Vini, storicamente dedita principalmente alla produzione di vini pugliesi ovvero da uve tradizionali del territorio.

 

0.daniele tiziana.bassajpg

 

Fondata nel 1943 da Mario, il nonno di Daniele Marinelli, attuale proprietario con la moglie Tiziana Lenti, l’azienda conta trenta ettari vitati, di cui venticinque in produzione per una quantità imbottigliata di settantamila pezzi. La produzione vitivinicola comprende principalmente primitivo, negramaro, malvasia nera, un po’ di malvasia bianca e chardonnay.

 

Il sistema di allevamento dei vigneti è prettamente a spalliera, con qualche ettaro lasciato ad alberello, soprattutto nella produzione di primitivo. Nel corso degli anni la cantina ha subito diversi cambiamenti per adattarsi a quelle che sono le nuove tecniche di vinificazione, portando così alla completa trasformazione delle uve che vengono raccolte rigorosamente a mano.

 

0.Giai Vigneto

 

Il nome dell’azienda Giai, vuol dire Giovanni, il nome dato al loro bambino prematuramente scomparso e così chiamato dalla sorellina Lucrezia nella lingua imperfetta dei suoi 3 anni.

 

La dinamica e rinnovata gestione ad opera della terza generazione ha portato il brand aziendale a crescere e a sbarcare sul mercato ungherese e quello statunitense, in particolare quello della piazza della grande mela.

 

I vini dell’azienda Giai possono essere acquistati direttamente presso la loro cantina che da poco ha inaugurato il nuovo punto di degustazione in Corso Umberto 168 a Carosino (Taranto) oppure nel punto vendita aziendale a piazza Umberto 10, a Marittima nel comune di Diso in provincia di Lecce.

I gourmet più esigenti, invece, possono degustarli, insieme ai piatti tipici della tradizione locale, presso il ristorante Trinciabue di Bitonto (Bari), nella enoteca 500 Wine & Coffe in via Papa Giovanni XXIII, 54 Verdello (Bergamo) e presso Beer And Wine in via Pignolo 15 Bergamo.

L’azienda, inoltre, ha aperto recentemente a Castro, sulla costa adriatica, un punto vendita e ha dedicato una linea di vini al ritrovamento, della scorsa estate in questa località, di un frammento della statua di Minerva.

 

Una produzione di nicchia, dunque, che vanta un’alta qualità e alcune eccellenti etichette quella di Giai vini. Enopress ne presenta tre.

 

0.CAstrum minervae IGP Bianco

 

CASTRUM MINERVAE SALENTO BIANCO IGP 2016

È un vino decisamente piacevole, dall’intenso colore giallo con sfumature dorate che nasce dall’incontro tra il sole della Puglia con la Malvasia Bianca del Salento e lo Chardonnay.

Al naso si presenta aromatico e carico di polpa fruttata che ricorda pera, arancia, pesca, nespola e ananas, sfumate da sentori floreali di acacia e ginestra.

Fresco, salino, morbido e immediato, è un vino in cui la leggerezza della materia si armonizza con una buona acidità. Il tutto a servizio di un’indubbia bevibilità.

 

0.RosatoIGP Salento Giai

 

CASTRUM MINERVAE SALENTO ROSATO IGP 2016

Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo. Colore rosa scuro, quasi amaranto. Manifesta un bel bouquet floreale di rosa e glicine fuso con frutto di agrume un po’ dolce nei profumi come il pompelmo rosa e poi lampone e ribes bianco, sfumati da rosmarino e salvia, con cenni di mandorla e ancora mandarino e melagrana.

In bocca è morbido, fresco, salino, dinamico, dotato di una percepibile pennellata tannica che sostiene e rinforza la beva, ritmando il palato con cenni minerali di salgemma e sentori agrumati che si attenuano sul frutto rosso ed invitano al riassaggio.

 

0.lucre

 

LUCRÉ PRIMITIVO DI MANDURIA DOC 2015

Matura per dodici mesi in botti di rovere. Intenso di frutto rosso e nero, si snoda sui ricordi di visciola, mora, ribes nero e arancia rossa che si fondono con tostature di caffè e cacao, nuance speziate di grafite, liquirizia e noce moscata, mentre toni affumicati e respiri balsamici di menta percorrono l’insieme; e i toni dolci arrivano a percezioni di cotognata, di frutta secca anche in pasticceria.

Poi la bocca, molto fine, calda, vivace e dinamica, dai tannini sottilissimi, bilanciata e di bella struttura, per un insieme minimamente dolce che sollecita al palato la golosa tostatura. Ha grande ritmo e ribadisce a lungo frutto, spezie e minerali scuri.

 

GIAI SRL - CORSO UMBERTO, 168 – 74021 CAROSINO  (TA) Tel: + 39 0995923411, email:  – www.giaivini.it/  

 

PRIMITIVO DI MANDURIA DOC: UN ROSSO DI PUGLIA, INTENSO E GENEROSO 

 

Il primitivo è uno dei vitigni a bacca rossa più famosi della Puglia. La sua coltivazione è diffusa soprattutto nei territori a maggior vocazione storica della città di Manduria e più in generale nella provincia di Taranto e Brindisi.

 

0.Consorzio Manduria

 

Manduria, oggi centro economico di rilevanza della provincia di Taranto, degrada dal clivo delle Murge tarantine su cui è posta sino alla marina jonica e alle sue oasi naturalistiche, costellando le campagne soprattutto di vigneti e oliveti.

 

0.Consorzio Vigneto

 

Il clima della zona è temperato, con lunghe estati calde e inverni poco freddi, permette il proliferare della macchia mediterranea oltre che di un’agricoltura viticola fiorente.

 

In questo contesto climatico, su terreni calcarei e argillosi, in parte battuti da leggere brezze marine, trova il suo habitat naturale il Primitivo.

 

0.Consorzio Primitivo1

 

Attualmente non si conoscono le origini vere e proprie di questo vitigno, anche se secondo alcune teorie furono gli Illiri a portarlo dalla Dalmazia ben duemila anni fa. Stando alle analisi condotte sul DNA del vino, sembra che la produzione del vitigno sia da ricondurre alle terre di Lizzano, Manduria e Sava. Con il nome di Zinfaldel è coltivato negli Stati Uniti d’Amarica, soprattutto in California, dove rappresenta uno dei vitigni a bacca rossa più diffusi e apprezzati.

 

0.Consorzio Alberello Primitivo

 

Il nome “primitivo” deriva dalla precocità della sua maturazione che lo rende uno fra i primi vitigni ad essere vendemmiati in Puglia. Questa caratteristica però non impedisce agli zuccheri di aumentare la loro concentrazione tanto che la particolarità principale dei vini ottenuti dal vitigno primitivo è la sua gradazione alcolica: il Primitivo prevede infatti una gradazione minima di 14 gradi per il Primitivo di Manduria secco Dop, 16 gradi per il Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg e addirittura 18 gradi per il Primitivo di Manduria Liquoroso Docg.

 

0.Consorzio Primitivo

 

PRIMITIVO DI MANDURIA E TUTELA: DENOMINAZIONE E CONSORZIO

La Denominazione d’Origine Controllata è stata riconosciuta al Primitivo di Manduria nel 1974.

 

È prevista anche la versione “riserva”, sempre con base ampelografica minima di primitivo dell’85%. L’eventuale saldo del 15% può essere composto da uve di vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di Taranto e Brindisi.

 

0.Consorzio Bicchiere Primitivo

 

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002. La sua attività è tesa a sostenere le aziende del territorio, a far conoscere e promuovere in Italia e all’estero il Primitivo di Manduria Doc.

 

Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc  C.da Piscine S/N 74020 Uggiano Montefusco - Manduria (TA) Tel/Fax: +39 099 979 6696;  - http://www.consorziotutelaprimitivo.com/

 

***Credit Photos © Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc

 

 

   
   

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