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MATELICA L’ALTRA FACCIA DEL VERDICCHIO

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(www.enopress.it). La Doc Verdicchio di Matelica compie 50 anni: è stata la prima delle Marche e la 14esima in tutta Italia. 13 produttori dello storico bianco riuniti nell’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica hanno organizzato una grande festa con degustazioni, visite alle cantine, press-preview, spettacoli, musica e cene di gala.

dal nostro inviato

 

0.testataMATELICA La città di Matelica è un piccolo gioiello incastonato tra le alture nella vallata del fiume Esine, l’unica che si sviluppa da nord a sud, che conserva amorevolmente il suo tesoro: il Verdicchio. Vitigno autoctono a bacca bianca presente in questa zona dai tempi delle guerre tra romani e piceni, e dalle cui uve si ricavava un vino apprezzato per le grandi rese piuttosto che per la qualità.

In questa terra duramente colpita dal terremoto dello scorso agosto, nonostante le avversità ancora evidenti, i vignaioli dell’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica (Belisario, Bisci, Borgo Paglianetto, Cavalieri, Collestefano, Colpaola, Gagliardi, Gatti, Lamelia, Le Stroppigliose, Maraviglia, Provima e Tenuta Rustano; e il Comune di Matelica, in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt), la Regione Marche, il Macerata Opera Festival e Grand Tour delle Marche, fanno festa, celebrando i primi 50 anni del Verdicchio di Matelica (1967-2017, la prima in ordine cronologico nelle Marche), con un ricco calendario di eventi tra degustazioni, visita alle cantine, press-preview, spettacoli, musica e cene di gala che dureranno fino a settembre, quando nelle Marche tornerà “Collisioni Jesi”, il celebre Festival agri-rock di Barolo, nelle tappe di Camerano e Matelica con il Progetto Vino: un modo per rilanciare il territorio e un’opportunità di aggregazione per ricostruire il tessuto sociale e valorizzare le persone che stanno portando avanti la tradizione tramandata dai loro padri con il filo rosso del Verdicchio.

0.Conferenza stampa

(Foto credits: Stefano Triulzi)

All’interno dei festeggiamenti per i 50 anni della Doc del Verdicchio di Matelica, nell’Enoteca comunale che occupa l'area in cui erano attivi la loggia del pesce ed il mattatoio, all’interno del foyer dell’ottocentesco teatro comunale G. Piermarini, attraverso gli ampi archi chiusi con vetrate da cui si può godere della vista del giardino esterno con aceri campestri e vitigni, abbiamo avuto il piacere di assistere alla conferenza stampa con il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori su Matelica, una città nascosta al 43° meridiano, Umberto Gagliardi, presidente dell’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica, su La storia che celebra la qualità, ed Antonio Centocanti, presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini su La prima Doc bianca delle Marche, la 14 in Italia. Un percorso lungimirante da completare nel tempo.

Il sindaco ha sottolineato il ruolo che questa produzione riveste per l’identità della comunità e per l’azione di rilancio dopo il sisma: «Il Verdicchio pervade non solo le attività vitivinicole, ma tutto il territorio, la vita dei cittadini. C’è voglia di ripartire con due cose: lo stare insieme e il Verdicchio. Negli ultimi anni la superficie vitata si è estesa: un’attività in crescita con più persone che ci credono e più opportunità. Per celebrare i 50 anni abbiamo organizzato eventi volti ad unire, a creare legami: dal convegno alla grande cena in piazza, che simboleggia il recupero degli spazi comuni e della vita nel centro storico». Un’eccellenza, quella del Verdicchio di Matelica, che può essere letta solo dentro la qualità della vita che il territorio sa esprimere, Delpriori ha parlato del mix unico di qualità ambientale, vivibilità, ricchezze enogastronomiche e presenza del bello.

Antonio Centocanti, presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e produttore di Verdicchio di Matelica, vero pilastro economico dell’organizzazione degli eventi di celebrazione del cinquantenario, come più volte sottolineato nelle parole di Umberto Gagliardi, presidente dell’Associazione Produttori del Verdicchio di Matelica, ha illustrato tutti i recenti sforzi fatti, in seguito alla tremenda esperienza del terremoto dello scorso mese di agosto, per riportare fiducia, serenità agli abitanti e   per creare ricchezza sul territorio e nuove opportunità di lavoro.

0.Degustazione guidata

(Foto credits: Stefano Triulzi)

IL VERDICCHIO DI MATELICA, UN BIANCO CHE INVECCHIA BENE

Una degustazione guidata da Roberto Potentini, Assessore all’agricoltura ed enologo, ha analizzato 4 diverse annualità di verdicchio di Matelica (2016, 2014, 2013 e 2008) per dimostrare come, grazie soprattutto alla sua ricca sapidità, così come avviene anche per i migliori Fiano, il Verdicchio è in grado di evolvere bene in bottiglia anche per 10 anni, risultando un ottimo bianco da invecchiamento e regalando nel calice un caleidoscopio di sfumature che in pochi altri vitigni riescono ad esprimere.

0.Vigneti Verdicchio

(Foto credits: Stefano Triulzi)

L’ORO VERDE DI MATELICA

A Matelica il vino è una "fabbrica" che occupa tra le 200 e le mille persone, con circa 350 ettari di superficie vitata nel cuore dell’Alta Vallesina.

L’unicità e la rarità di questo vino parte da questa valle: è l’unica (di queste dimensioni) della regione Marche ad essere disposta nord – sud, identificabile nel territorio delimitato dal comune di Castelraimondo (MC) a sud e Cerreto d’Esi (AN) a nord. Tutte le altre grandi valli marchigiane sono posizionate in direzione ovest – est: nascono nei monti dell’Appennino, in particolare nel maceratese nella zona preappenninica dei Monti Sibillini, e si svolgono fino ad arrivare perpendicolare al mare Adriatico. La peculiarità del Verdicchio di Matelica è quindi sostanzialmente riconducibile al territorio ed in particolare alla condizione orografica della valle chiusa al mare. Questo posizionamento parallelo al mare crea, nell’Alta Vallesina, un clima continentale, caratterizzato dalla mancanza del volano termico mitigante del mare.

0.Valle(Foto credits: Stefano Triulzi)

Viene subito da chiedere quali sono le differenze con il fratello Verdicchio dei Castelli di Jesi? I fattori distintivi, almeno tre, elencati in maniera molto sintetica ed opportuna dall'Istituto Marchigiano di tutela Vini sono:

La prima è di carattere quantitativo, la superficie vitata del primo è dieci volte inferiore a quella del secondo (Matelica 300ha ca. - Castelli di Jesi 2700ha ca.);
• La seconda è data dalle condizioni pedoclimatiche che abbiamo già elencato;
• La terza è che l’enclave di Matelica ha prodotto nel corso del tempo una particolare selezione del vitigno Verdicchio, frutto dell’adattamento delle diversissime condizioni pedoclimatiche, confrontate con quelle del fratello di Jesi.

Con una produzione da 2 milioni e 400mila bottiglie (dati 2015), il Verdicchio di Matelica è ambasciatore di questi territori nel mondo, con almeno metà della produzione che varca i confini nazionali. Particolarmente interessante l’andamento della punta di diamante, il Verdicchio di Matelica Riserva Docg, che dal 2011 al 2015 ha più che triplicato la produzione, segno che la fascia top sta incontrando un apprezzamento crescente e che il Verdicchio di Matelica si sta ulteriormente qualificando nell’eccellenza.

0.Piazza Mattei 

LA CENA DI GALA IN PIAZZA ENRICO MATTEI E I NOSTRI MIGLIORI ASSAGGI

In una piazza Enrico Mattei ancora visibilmente ferita dalla violenza del terremoto dello scorso agosto, con la sede del Comune inagibile, la Cattedrale, anch’essa chiusa per lesioni e il Palazzo del Governo, dalla bella torre con l’orologio, con la facciata ancora puntellata si è svolta la cena di gala con lo show coking condotto da Diego Bongiovanni, istrionico celebrity chef della “Prova del cuoco”.

7 portate a cui sono stati abbinati, divisi in diverse annate e in 3 batterie, tutti e 13 i verdicchi dei produttori dell’associazione, presenti alla cena, e che hanno avuto modo di presentare le loro etichette al pubblico presente.

MENU

Antipasti

Bufala, salmone affumicato e pesto di rucola;

Tonno di coniglio con giardiniera di melanzane;

Sformato di zucchine e menta con maionese di pomodoro

Vini

Colpaola – Verdicchio di Matelica D.O.C. Colpaola 2016;

Gagliardi - Verdicchio di Matelica D.O.C. Selezione Gagliardi 2016;

Gatti - Verdicchio di Matelica D.O.C. Villa Marilla 2016

Il nostro preferito

Gagliardi - Verdicchio di Matelica D.O.C. Selezione Gagliardi 2016 - L'azienda Gagliardi è uno dei marchi storici del Verdicchio di Matelica. Nasce negli anni 40 ed è stata una delle prime ditte impegnate nella produzione e commercializzazione del Verdicchio di Matelica e la prima a venderlo imbottigliato. L’olfatto da note di erbe officinali, nocciola fresca e sbuffi di salsedine conduce ad un sorso notevole, riconoscibilissimo per la grande carica minerale. Un vino di buon corpo e grande finezza, giocato tutto sull'equilibrio fra freschezza e mineralità; notevole è il frutto percepito che lo sospinge in un finale cremoso e piacevole, con tanta sapidità rinforzata da stuzzicanti erbe mediterranee.

Primi

Risotto alla barbabietola con salsa al formaggio di fossa;

Maccheroni di Campofilone al guanciale con zabaione d’uovo al verdicchio

Vini

Lamelia - Verdicchio di Matelica D.O.C. Lamelia 2016;

Bisci - Verdicchio di Matelica D.O.C. Vigneto Fogliano 2015;

Collestefano - Verdicchio di Matelica D.O.C. Collestefano 2015

Il nostro preferito

Bisci - Verdicchio di Matelica D.O.C. Vigneto Fogliano 2015 - Vino ottenuto da una meticolosa selezione di uve verdicchio di Matelica provenienti dai migliori vigneti dell’azienda quale è il Vigneto Fogliano, da cui prende il nome, e si produce solo nelle annate favorevoli. Il colore giallo paglierino non intenso sorprende per i riflessi tendenti al dorato. Molto interessante il corredo olfattivo dove si ritrovano i profumi fiori di ginestra, sentori di pompelmo, il miele e l’anice. In bocca l’intensità media offre un vino delicato, di buon corpo, gradita sapidità e freschezza, equilibrata dalla presenza alcolica. Finale molto lungo e retrogusto gradevolmente amaricante.

Secondo

Petto di faraona lardellata con coulis di mele e cipolle alla sapa

Vini

Le Stroppigliose - Verdicchio di Matelica D.O.C. Arpia 2015;

Tenuta Piano di Rustano - Verdicchio di Matelica D.O.C. Torre del Parco 2015;

Belisario - Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Cambrugiano 2014

Il nostro preferito

Belisario - Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Cambrugiano 2014 - Il Cambrugiano, selezione/cru (è anche il nome di un vigneto) della cantina Belisario, è figlio di una annata rivelatasi eccellente in zona ed ha nell’armonia la propria carta vincente: colore, profumi e sapori parlano la stessa lingua. Olfatto ampio che richiama aromi intensi di frutta matura a tratti tropicale; si apprezzano immediatamente sentori di piccoli fiori bianchi, seguiti da ananas, pompelmo e pera matura accarezzati da scorza di agrumi con finale di mandorla quasi dolce.   Morbidezza e struttura in bocca accompagnano in un ottimo equilibrio la viva sapidità verso un finale che fa emergere di nuovo le sensazioni fruttate. Intenso, invitante, di lunga persistenza.

Dolce

Crescia fojata alle spezie e frutta secca con mousse di zenzero

Vini

Cavalieri - Verdicchio di Matelica D.O.C. Gegè 2014;

Provima - Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Matérga 2014;

Maraviglia - Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Grappoli d’Oro 2013;

Borgo Paglianetto - Verdicchio di Matelica D.O.C. Vertis 2012

I nostri preferiti

Provima - Verdicchio di Matelica Riserva D.O.C.G. Matérga 2014 - Questo vino nasce da una selezione dei vigneti di Verdicchio ed è prodotto solamente nelle migliori annate. La bassa resa per ettaro, la lunga maturazione in vasche di cemento e in pregiate botti di rovere, consentono a questo vino di acquisire possente ed elegante struttura. Ha tutte le peculiarità del Verdicchio di "montagna", ovvero la sua componente aromatica viva, floreale (fiori gialli) e fruttata (cedro, ananas, pesca) ed un sorso di buona struttura, che punta tutto sulle armoniche dinamiche fra acidità e mineralità, che controbilanciano alla perfezione calore e morbidezza.

Borgo Paglianetto - Verdicchio di Matelica D.O.C. Vertis 2012 - La cifra stilistica dei cinque soci della Borgo Paglianetto, è la discontinuità, la ricerca di un prodotto profondamente diverso da quelli esistenti, il recupero di un concetto, prima che di un termine, come terroir, in cui clima, terreno, e caratteristiche del vitigno si fondono dando vita a un prodotto non riproducibile altrove. Già certificata biologica, oggi l'azienda intende sottoporsi a princìpi più stringenti e preparatori di conversione al biodinamico, attraverso la nuova linea biodinamica Rèwine-Natural Viniculture. Questo Vertis, il top dei verdicchi non riserva, affinato 8 mesi in acciaio e 4 mesi in bottiglia, sa di fiori di camomilla con note profumate di mela e mandorla. Ha corpo armonico e delicato, è sapido ma freschissimo con una nota mentolata accentuata e finale che sa di mandorla appena colta e gustata.

Mauro Maccario

   

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