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PASTIGLIE LEONE

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UN'ECCELLENZA ITALIANA LUNGA 160 ANNI

(www.enopress.it). Fu Luigi Leone, sul finire del 1800, a lanciare la prima scatola “da passeggio”: le pastiglie entrarono nelle borsette delle signore e nel taschino dei gentiluomini, iniziando così la loro scalata al successo.LEONE SP

Torino - Il loro profumo dolce e i loro inconfondibili colori pastello accompagnano i torinesi ormai da 160 anni. Stiamo parlando di quei piccoli tesori di zucchero contenuti nelle tradizionali scatoline di latta dal sapore vintage che sono le pastiglie Leone, un vero must per gli abitanti del capoluogo sabaudo. La storia delle caramelle Leone infatti affonda le sue radici nell'anima più profonda di Torino: un'eccellenza tutta piemontese che, con il passare degli anni, ha fatto il giro del mondo. Fu proprio Luigi Leone, sul finire del 1800, a lanciare la prima scatola «da passeggio»: le pastiglie entrarono nelle borsette delle signore e nel taschino dei gentiluomini, iniziando così la loro scalata al successo.

CARAMELLE - Se si dice Leone la mente va subito alle famosissime pastiglie, ma l'azienda torinese propone anche molto altro: caramelle, gelatine, gommose, liquirizia e un finissimo cioccolato. Insomma ce ne è davvero per tutti i gusti: al mirtillo, anice, fragola, mandarino, violetta o ancora, tra le digestive, alla menta, camomilla, rabarbaro o fernet. Tra i gusti speciali poi fanno bella mostra di sè il caffè, le pastiglie al panettone e quelle all'assenzio. Nel 1934 l'azienda venne rilevata dalla famiglia Monero che ancora oggi porta avanti con orgoglio le tradizioni della confetteria piemontese. Sul sito ufficiale delle pastiglie Leone è possibile trovare la storia e le foto delle principali scatole. Negli ultimi anni sono nate anche delle linee particolari a edizione limitata,  come quella dedicata a Lupin III o le versioni celebrative per i 150° dell'unità d'Italia e per il 160esimo compleanno dell'azienda.

STORIA - Fin dal 1857 l'azienda Leone ha regalato ai torinesi un mondo fatto di dolcezza e amore per il prodotto, creato attraverso ricette ispirate alla tradizione e alla selezione dei migliori ingredienti. La fabbrica torinese è una vera mosca bianca all'interno dell’universo dolciario, essendo rimasta l'unica azienda italiana a offrire così tante differenti produzioni artigianali. La Leone inoltre è da sempre molto attenta ad assecondare le tendenze nutrizionali dei suoi consumatori: consapevoli delle esigenze dettate da scelte personali o da intolleranze sempre più diffuse nei confronti di particolari ingredienti, quelli della Leone si sono evoluti, proponendo ai clienti una vasta gamma di prodotti adatti a questi bisogni. Inutile dirlo, siamo lontani anni luce dalla botteguccia che aprì i battenti ad Alba a metà '800, con gli scaffali di legno e le pastiglie esposte in barattololi di vetro, ma da allora il successo della produzione non è mai scemato.

Luigi Leone apre ad Alba la sua prima confetteria

La storia di Pastiglie Leone ha inizio nel 1857 in una confetteria vicino ad Alba in cui Luigi Leone produce piccole, deliziose pastiglie, intense e fragranti per deliziare, a fine pasto, i propri clienti. I primissimi gusti sono la menta ed i gusti digestivi: cannella, fernet, rabarbaro, genziana per citarne alcuni. Le pastiglie sono impastate e formate a mano e fatte asciugare sulla bocca del forno. E’ un periodo di grandi cambiamenti politici, da lì a pochi anni nascerà un nuovo paese. Possiamo quindi affermare, riprendendo un antico motivo pubblicitario dell’azienda: L’ITALIA NON ERA ANCORA UNITA, MA LE PASTIGLIE LEONE C’ERANO GIÀ!

Torino, dalla capitale della dolcezza alla capitale d’Italia

Forte del successo in terra langarola e speranzoso di accrescere i propri affari, Luigi Leone decide di trasferirsi. Torino in quegli anni ha l’aroma fragrante del rinnovamento e del cioccolato, salotto buono di un paese che ha voglia d’indipendenza. Con i suoi caffè, pasticcerie e confetterie artigianali, in attesa di diventare capitale d’Italia, Torino è considerata comunque capitale della dolcezza. Leone apre così i battenti della sua prima bottega torinese: un luccicante luogo di squisite caramelle e regno delle famose Pastiglie. Le bontà del Sig. Leone presto diventano famose anche a Torino; tra i primi clienti illustri si ricorda Camillo Benso Conte di Cavour, goloso di pastiglie gommose alla violetta, e la Real Casa, motivo per cui le confezioni possono fregiarsi del vessillo dei Savoia. Alla morte del fondatore il laboratorio viene rilevato dai dipendenti storici che lo gestiranno solo per alcuni anni.LEONE BEL1

Giselda Balla Monero, detta la Leonessa, acquista Pastiglie Leone

Il 20 settembre 1934 Giselda Balla Monero, allora proprietaria, insieme al fratello Celso Balla, de “La Vittoria”, un ingrosso dolciario che già dagli anni ’20 distribuiva su Torino e provincia le pastiglie Leone, acquista la confetteria Leone di C.so Vittorio Emanuele II, angolo Via Bellini. La Sig.ra Giselda è coraggiosa, ha un temperamento forte e audacia manageriale, caratteristiche all’epoca decisamente fuori dall’ordinario per una donna. Pioniera dell’imprenditoria femminile scorge nel laboratorio dolciario Leone le potenzialità di una grande azienda e, per attuare la sua visione industriale, decide di trasferire la produzione in un sito più ampio in Corso Regina Margherita 242. “La Leonessa”, così soprannominata dai suoi collaboratori, investe molto in nuove confezioni, pubblicità e crea concorsi a premi per i migliori clienti. Guiderà l’azienda fino agli anni ’80 quando il timone passerà nelle mani del figlio, Guido Monero.

Senateurs, le pastiglie alla violetta di Cavour

È il 1857, Torino è in fermento, il Parlamento insorge e Camillo Benso Conte di Cavour durante i suoi interventi, suole umettarsi la gola assaporando il delicato aroma delle sue caramelle preferite: le gommose Leone alla liquirizia aromatizzate alla violetta. Presto, la pastiglia alla violetta diviene il gusto più diffuso nell’aula del Parlamento Subalpino e popolarmente ribattezzata in onore di Cavour e dei suoi colleghi: “senateurs”.
È proprio tra le mura barocche di Palazzo Carignano a Torino, oggi Museo del Risorgimento, che si trovava l’aula del Parlamento, dove Cavour, rompendo le relazioni diplomatiche con l’Austria, in crescente intesa con la Francia, dà ufficialmente il via alle iniziative che porteranno all’Unità d’Italia nel 1861.

Si narra, che anche in Francia, verso la metà dell’Ottocento andasse di moda tra i parlamentari schiarirsi la gola assaporando profumate pastiglie volgarmente chiamate “Pastilles des Tribuns”. Non abbiamo però trovato informazioni circa l’aromatizzazione.
In Piemonte, le gommose alla liquirizia aromatizzate alla violetta sono ancora assai in voga e negli anni hanno assunto altre denominazioni: chi di voi ha mai sentito parlare dei “buton da preve” (bottoni del prete)?
È davvero molto curioso scoprire come, nella cultura popolare e regionale italiana, prodotti di largo consumo, al quale la gente è da sempre particolarmente affezionata, siano stati ribattezzati con nomi più creativi.

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