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LA 'SPREMUTA DI GIORNALI' DI GIORGIO DELL'ARTI - N. 12

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ANTEPRIMA" - STAMATTINA - Mercoledì 21 febbraio 2018

(www.enopress.it). "Esiste il sito anteprima.news, scrive Dell'Arti, al quale dovete andare per abbonarvi. Questo anteprima.news può anche servirvi nel caso disgraziato che una mattina, per le bizze di mailchimp (il sistema col quale spedisco migliaia di mail contemporaneamente), Anteprima non vi arrivi. Però, io metto il giornale anche sul sito anteprima.news e gli abbonati, facendosi riconoscere grazie alla password, potranno, nel caso, andarsi a leggere la rassegna lì. Lo so, i veri contemporanei mettono a disposizione, per queste faccende, una app. Ci stiamo lavorando"

0.rassegna stampa

Clamoroso

Nel 2016 sono stati venduti 1,5 miliardi di smartphone, uno ogni cinque abitanti della Terra [Calvi, Avvenire].

Prima pagina (tempo di lettura: 7 minuti)

• Erdogan non vuole curdi vicino a casa sua, per questo ha lanciato l'operazione «Ramoscello d'olivo», cioè ha attaccato l'Afrin in Siria, dove si trovano i curdi siriani. I curdi siriani hanno stretti rapporti con i curdi turchi, la creazione di uno stato curdo-siriano renderebbe più probabile la nascita di uno stato curdo-turco, o di uno stato curdo tout-court (i curdi sono sparpagliati tra Turchia, Siria, Iraq e Iran). Ma, poiché l'Afrin è comunque in Siria, il presidente siriano Assad s'è deciso a difendere quel pezzo di territorio, in definitiva suo, lasciando che milizie sciite a lui fedeli andassero a contrastare i carri armati turchi. Uno scontro diretto tra turchi e siriani è sempre più probabile, con complicazioni e confusioni notevoli (i curdi sono amici degli americani, Erdogan è sostenuto da Teheran ed è in sintonia con Putin, Assad ed Erdogan fino a ieri erano alleati, ecc.). Intanto Assad ha creduto di poter approfittare della distrazione del mondo per la crisi di Afrin e ha bombardato Ghouda, periferia di Damasco, dove sono attestate le milizie che fin dal 2012 tentano di rovesciarlo. I civili uccisi sono al momento 194 (repubblica.it).

• Alle Olimpiadi sudcoreane, Sofia Goggia ha vinto l'oro nella discesa libera, battendo la norvegese Mowinckel e la statunitense Lindsey Vonn. A nessuna italiana era mai riuscita un'impresa simile. Sue prime parole: «Grazie a chi ha creduto a una bambina che a 6 anni sognava di vincere le Olimpiadi sulle nevi di Foppolo.». Le ragazze azzurre hanno anche vinto la medaglia d'argento nello short track, dopo la squalifica di canadesi e cinesi, e il bronzo nel biathlon misto, grazie a un ricorso tedesco respinto. Finora gli italiani sono saliti sul podio nove volte. Non ci fosse stata la Goggia, il bottino sarebbe risultato molto poco soddisfacente, specie se paragonato ai proclami della vigilia.

 Arriva Burian, cioè un freddo polare: un surriscaldamento a 13 chilometri d'altezza (troposfera) ha provocato la scissione in due del vortice polare. Uno di questi due cicloni sta adesso scendendo verso le nostre latitudini. La fase acuta è prevista tra domenica e l'inizio della prossima settimana [Caprara, CdS].

• «Secondo quanto si apprende da un file della Sec (la Consob Usa) Sergio Marchionne nel 2017 ha percepito dal gruppo automobilistico 9.676.303 di euro, di cui 3,5 milioni in compenso base e 6,13 milioni in compenso variabile. Nel 2016 lo stipendio complessivo di Marchionne era stato pari a 9,9 milioni di euro. L’ad di Fiat può pero consolarsi con gli incentivi di lungo termine in azioni delle varie controllate di Exor, che il manager non ha mai vendutosalvo per la quota necessaria a pagare le tasse: Marchionne ha accumulato un pacchetto di 16,41 milioni di titoli Fca, 11,86 milioni di azioni Cnh e 1,46 milioni di Ferrari, per un controvalore, ai corsi attuali, superiore a 570 milioni di euro» [Rep].

• Il giudice Roberto Venditti ha revocato le cessioni di proprietà fatte da Gianni Zonin e da altri cinque indagati in favore di mogli e figli per evitare le conseguenze del crac della Popolare di Vicenza. Il magistrato ha scritto che queste operazioni vennero concepite «in pregiudizio e in danno ai creditori». «Per Zonin “il sequestro conservativo di beni mobili o immobili ceduti a terzi” riguarda anzitutto l’azienda vinicola di famiglia. Il gup fa riferimento al “trasferimento in favore dei figli Domenico, Francesco e Michele delle intere partecipazioni possedute nelle società Gianni Zonin Vineyards s.a.s. (pari al 26,9 per cento, Ndr) e Zonin Giovanni s.a.s ( pari al 38,55 per cento) per un controvalore dichiarato di oltre 10 milioni”. Sotto sequestro finiscono anche terreni e palazzi a Montebello Vicentino e Vicenza, e il 31 per cento dell’immobiliare San Marco srl, oltre al 2 per cento della Tenuta Rocca di Montemassi s.r.l. Beni ceduti dal re del prosecco a moglie e figli “tra la fine del 2015 e il 2016”, in quella che il giudice definisce “un’intensa attività di trasferimento”». In totale, i beni sequestrati valgono 176 milioni [Vanni, Rep].

L'Europa destina alla Slovacchia miliardi di fondi strutturali che dovrebbero stimolare l'economia nazionale, ma la Slovacchia li adopera per sottrarre produzioni agli altri Paesi della Ue: è la denuncia presentata dal ministro Calenda alla commissaria alla Concorrenza della Ue, Margrethe Vestager. Calenda vorrebbe un fondo europeo a cui attingere per controbilanciare il dumping dei paesi dell'Est.
Dopo la crisi del 2004 (a quel tempo l'azienda impiegava a Riva di Chieri 812 persone), Embraco ricevette da ministero, Regione Piemonte, enti locali 13 milioni e 45 mila euro. L'impegno preso allora: non chiudere [Tropeano, Sta].

• La Oxfam rivela 26 nuovi abusi sessuali compiuti da suoi funzionari in tutto il mondo. Settemila persone cancellano le donazioni. L'ad Goldring si scusa davanti al parlamento inglese [Franceschini, Rep].

• Non c'è stato nessun abuso d'ufficio nella promozione di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica della sindaca: la Procura di Roma archivia l'accusa contro Virginia Raggi.
Grillo diserterà l'appuntamento al teatro Flaiano di Roma per una manifestazione congiunta col candidato premier Luigi Di Maio [Giornale].

• Berlusconi ammette che i 6-7 grillini espulsi dal M5s, ma eletti, potrebbero passare a Forza Italia. «Non si dice mai di no a chi dice di sottoscrivere il nostro programma. Incasserebbero poi l’indennità nella sua totalità».
Renzi avverte: «Salvini punta a fare il premier e il Cavaliere ad andare al Quirinale nel 2022».

• Secondo la Stampa il successore di Renzi, dopo la sconfitta elettorale del Pd, potrebbe essere Nicola Zingaretti (se vittorioso nel Lazio).

• La Gibson, mitica fabbrica di chitarre che hanno fatto la storia del rock, è sull'orlo del fallimento: deve saldare un debito scaduto di 375 milioni di dollari e restituire alle banche altri 145 milioni.
«Un fatto però è sotto gli occhi di tutti: se fino a pochi anni fa le vendite di strumenti musicali erano un fenomeno di massa ed era facile trovare chitarre a profusione in ogni casa, ora il mercato si è fatto più duro, con la concorrenza delle alternative digitali, delle marche più economiche prodotte in mezzo mondo e soprattutto dal boom della musica che non prevede strumenti per essere suonata» [Infelise, Sta].

Nella sezione Oggi Cracco apre il suo ristorante in Galleria a Milano.

• Nella sezione Domani 1948: colpo di stato in Cecoslovacchia. 1848: rivoluzione a Parigi.

Voltagabbana
«Dei 350 che hanno cambiato casacca nell’ultima legislatura, i partiti ne ricandidano 100» [Travaglio, Fatto].

Ipotesi Travaglio
«Lo sanno tutti, perché chi comanda nell’ombra ha già deciso così, ma nessuno lo dice: la sera del 4 marzo i maggiori partiti che hanno sgovernato l’Italia negli ultimi 24 anni, cioè FI, Pd e i centrini loro alleati rinnegheranno le solenni promesse “larghe intese mai” e daranno vita (si fa per dire) a un governo di larghe intese guidato da Paolo Gentiloni, noto frequentatore di se stesso. Che però, verosimilmente, non avrà la maggioranza né alla Camera né al Senato. Quindi si provvederà a ingaggiare l’ala maroniana della Lega (in cambio di un ministero a Maroni, che ha appositamente rinunciato al bis di governatore in Lombardia) e ad acquistare i 5 o 6 eletti nei 5Stelle espulsi per storie di massoneria o di mancate donazioni dai propri stipendi (che, da putribondi figuri in campagna elettorale, diventeranno insigni statisti “responsabili” e “moderati” per il governissimo che fa benissimo). Si spiegano così due fatti accaduti domenica: l’assenza di B. e Salvini alla manifestazione anti-inciucio indetta da Giorgia Meloni; e la risposta di Renzi a Massimo Giletti sulle larghe intese: “Nessuna alleanza con gli estremisti”, cioè “con i 5Stelle e con un centrodestra a trazione leghista”» [ibid].

Ipotesi Farina
«Un disegno si va ricamando in ambienti non lontani da quelli che si chiamano poteri forti e se ne chiacchiera con una certa voluttà nei ristorantini e clubini della finanza milanese con agganci a Londra. Costoro si preparano ad applaudire a un governo dotato di una maggioranza larga e sicura, nonché tutta spostata sulla sinistra. Al dunque: Cinque Stelle + Partito democratico + Liberi e Uguali. Non è fantapolitica, ma sarebbe un’alleanza basata su una convergenza tra chi vuole a tutti i costi arrivare finalmente al potere (M5S) e tra chi l’ha avuto o ce l’ha e non vuole perderlo (Pd ed ex-comunisti). La benedizione decisiva verrebbe da quei circoli meta-politici, che cioè trascendono la politica, ma se ne servono: grandi banche, fondi d’investimento internazionali, leader di strutture transnazionali. Tra gli attori nostrani, chi fortissimamente vuole questo accordo, nell’impossibilità di superare quel 40 per cento che garantirebbe di poter governare da soli, è il laeder autentico dei Cinque Stelle, adesso che Beppe Grillo è “molto stanchino”, vale a dire Davide Casaleggio. A lui il padre Gianroberto ha lasciato in eredità profezie visionarie che suppongono per attuarsi l’entrata rapida nel Gotha dove si maneggiano le leve del comando...» [Farina, Libero]
«Romano Prodi, col suo stile da parroco buono, umile e comprensivo, dieci anni dopo essere uscito di scena è ancora qui a nuotare sotto l’acqua per tentare di fottere il vecchio avversario. Dice di non votare per il Pd, elogia Gentiloni, intanto briga affinché la sinistra vinca le prossime elezioni o, meglio, le perda il centrodestra detestato da lui e non soltanto da lui. Prodi ha in mente di creare una intesa tra grillini, Pd e Liberi e Uguali, quelli dell’inutile Grasso, il quale però garantisce i comunisti di risulta. Detta così, sembra una boiata. Ma se fate la somma dei consensi che queste forze, o debolezze, politiche raccoglieranno nelle urne vi accorgete che il totale supera di gran lunga il 50 per cento avvicinandosi al 60. Eccola qui la maggioranza. Si tratta soltanto di scrivere un programma comune e il gioco è fatto. Lo faranno perché conviene. Consente di far fuori Forza Italia, la Lega e i Fratelli della Meloni e di consegnare alla sinistra generica il potere, che sta a cuore alla Casta molto più degli interessi italiani. Naturalmente le componenti della supposta maggioranza litigheranno su tutto e saranno sempre in procinto di rompere gli accordi, ma pur di non mollare le poltrone troveranno il modo di tirare avanti» [Vittorio Feltri, Libero]

Attese
«Le larghe intese, qualora si realizzassero, sarebbero frutto di lunghe attese», perché prima Mattarella darebbe l'incarico a un esponente del centro-destra, se il centro-destra uscisse dal voto con una maggioranza parlamentare, oppure a Di Maio, se il M5s fosse davvero il partito più votato. «Ecco come mai Gentiloni, per quanto Mattarella lo apprezzi, difficilmente resterà a Palazzo Chigi. Senza il sostegno del Parlamento non potrebbe tirare avanti, e chi lo va dicendo rilegga il Mortati. Ma se i partiti trovassero un accordo, figurarsi se centrodestra e M5S accetterebbero un premier targato Pd. Chiederebbero di iniziare una storia nuova» [Magri, Sta].
«Il ruolo del Colle sarà quello di facilitare le intese, le mediazioni senza tuttavia sottrarre responsabilità politica ai partiti». [Palmerini, Sole].

Modigliani
«È arrivata come un fulmine a ciel sereno, a Genova, la notizia che il giudice federale di Houston, Greg Abbott, ricevuta la notitia criminis dei supposti falsi Modigliani dal collezionista e mercante d'arte Joseph Gutmann (notizia riservata), ha ricusato le perizie di esperti giudicati senza competenza specifica come Maria Stella Margozzi e Isabella Quattrocchi. Che, senza esami tecnici, aveva definito le tele «grossolanamente falsificate» sia «nel tratto», sia «nel pigmento». A rendere meno credibile la perizia c'era il ridicolo riferimento alle «cornici provenienti dall'Est europeo e dagli Stati Uniti, per nulla ricollegabili, né come contesto che come periodo storico a Modigliani». Il giudice, rilevando insieme all'insensatezza del riferimento alle cornici anche l'incerta grammatica, ha provveduto a nominare alcuni veri esperti d'arte fra i quali Nicolas Andrei Serota, già direttore di Tate Gallery, Glan D. Lowry, Michael Govan e Giovanni Papi, i quali hanno unanimemente ritenuto autentici ed autografi tutti (...)
(...) i dipinti esposti nella mostra di Palazzo Ducale a Genova. Il confronto con il curatore Rudy Chiappini e con Simone Todorov ha portato altri elementi relativi alla provenienza dei dipinti di Modigliani e, in un caso, alla notifica di interesse culturale da parte dello Stato italiano, in elenchi risalenti al 1920. Per questo il giudice americano ha emesso un provvedimento per richiamare la magistratura italiana a principi di correttezza, riabilitando i dipinti sui quali, in Italia, non si è pronunciato nessun vero esperto. Il provvedimento americano vanifica, sul piano internazionale, l'inchiesta della procura di Genova» [Sgarbi, Giornale].

Borboni
Dopo l'impresa dei Mille, Cavour voleva arruolare i soldati borbonici nell'ex esercito sardo, divenuto italiano. Si trattava di centomila uomini, che spesso rifiutarono il nuovo arruolamento, dato che avevano prestato giuramento al re di Napoli. La Marmora scrisse al conte: «Non ti devo lasciare ignorare che i prigionieri napoletani dimostrano un pessimo spirito. Su 1.600 che si trovano a Milano, non arriveranno a 100 quelli che acconsentiranno a prender servizio. Sono tutti coperti di rogne e di vermina, moltissimi affetti da mal d’occhi o da mal venereo, e quel che è più, dimostrano avversione a prendere da noi servizio. (...) Non so per verità che cosa si potrà fare di questa canaglia». La Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti, era in prima fila nello scrivere menzogne: «Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, già trasportati in Piemonte e in Lombardia, si ebbe ricorso a uno spediente crudele e disumano, che fa fremere. Quei meschinelli appena coperti da cenci di tela e rifiniti di fame furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e d’altri luoghi posti nei più aspri luoghi delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima caldo e dolce come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati, peggio che non si fa coi negri schiavi, a spasimar di fame e di stento fra le ghiacciaie! E ciò perché fedeli al loro giuramento militare ed al legittimo Re». «I conflitti furono aspri, indicatori dell’alterigia dei vincitori, espressione spesso di culture allora assai lontane tra loro e di un’idea soltanto formale dell’unità tra italiani del Nord e del Sud» (se ne discute oggi e domani a Salerno nel corso della Prima giornata di studi borbonici) [Stajano, CdS].
Il ministero dei Beni culturali ha accusato la Fondazione Cavour, presieduta dal novantaduenne Nerio Nesi, di aver danneggiato con un restauro mal fatto e non  autorizzato i diari del conte [Salvaggiulo, Sta].

Militari
Alla spesa per il comparto militare quest’anno è destinato l’1,4% del Pil italiano, ovvero 25 miliardi di euro, 68 milioni al giorno. È una percentuale superiore a quella di Germania, Spagna, Olanda (1,2%) [Liverani, Avvenire].

Capizucchi
La fontana di piazza Capizucchi che si vede nel film Il conte Tacchia non esiste nella realtà, «è una copia della fontana del Mascherone che si incontra passeggiando in via Giulia e che Corbucci fece collocare nella piazza per renderla più suggestiva» [Colonnelli, CdS].

   

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